I PUNTI AZE NELLA PRATICA CLINICA


I punti Aze sono punti del corpo particolarmente tesi, sensibili e non così difficili da trovare, poiché se premuti genereranno un dolore nel paziente che reagirà verosimilmente con un’esclamazione tipo “ahia!” (da qui il nome “ashi” in cinese “aze” in giapponese).


Il trattamento dei punti Aze (con digitopressione, moxa o aghi) coinvolge zone del corpo del paziente che sono doloranti o in disfunzione a sua insaputa e che possono essere la causa profonda dei dolori che invece lamenta in maniera consapevole.

I punti Aze non appartengono solo alle antiche tradizioni orientali ma hanno un utilizzo anche in occidente, dal momento che non si discostano affatto dal concetto di “trigger point” utilizzato nella massoterapia, nella chiropratica e nell’osteopatia.

La teoria alla base del trattamento dei punti Aze è che la zona del corpo in cui il paziente sente dolore non è quasi mai la zona veramente colpita da ciò che è la causa di quello stesso dolore (esclusi ovviamente traumi diretti), causa che va quindi cercata da un’altra parte.

Un trucco interessante per cercare i punti Aze ci è fornito dalla tradizione cinese, che ci suggerisce di ricercarli in basso se la problematica del paziente è in alto e viceversa (ad esempio, trattare le caviglie per migliorare la situazione del collo) oppure anteriormente se la problematica è invece posteriore (ad esempio, trattare l’addome per risolvere una lombalgia).

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