Il Cuore dello Shiatsu: Sostegno, Fulcro e Sensibilità.
- Marco Superbi

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min

immagine: https://anma-massage.jp/bosiatu-kihon/
Lo Shiatsu non è semplicemente una tecnica di pressione sul corpo.
Il tocco diventa un linguaggio percettivo, una relazione dinamica tra due sistemi viventi.
Non si tratta di “fare” qualcosa al corpo del ricevente, ma di creare le condizioni affinché il corpo stesso possa ritrovare il proprio equilibrio.
In questo senso, lo Shiatsu si allontana radicalmente dall’idea meccanica del trattamento e si avvicina a una pratica di ascolto profondo, sostegno e presenza.
Shiatsu no San-gensoku 指圧の三原則
I tre principi fondamentali dello Shiatsu
Ogni pratica autentica dello Shiatsu si fonda sui Shiatsu no San-gensoku (指圧の三原則), i tre principi fondamentali che trasformano un semplice contatto in un atto terapeutico reale:
Verticalità
Durata
Concentrazione
Senza la sintonia di questi tre elementi, la pressione rimane superficiale e non riesce a raggiungere il livello profondo del Ki e del sistema nervoso.
La verticalità permette al peso del corpo di fluire senza sforzo muscolare.La durata crea il tempo necessario affinché il sistema del ricevente possa rispondere.La concentrazione unifica intenzione, postura e ascolto.
È l’insieme di questi aspetti che distingue lo Shiatsu da una semplice manipolazione fisica.
Suichoku-atsu 垂直圧
La pressione verticale
Uno dei concetti tecnici centrali dello Shiatsu è la Suichoku-atsu (垂直圧), la pressione perpendicolare.
La forza viene esercitata a 90 gradi rispetto alla superficie del corpo. Questo significa che l’operatore non “spinge” utilizzando la forza delle braccia, ma lascia cadere il proprio peso in modo naturale e stabile.
Quando la pressione è veramente verticale:
il corpo del terapeuta rimane rilassato,
il contatto diventa profondo senza essere aggressivo,
il ricevente può abbandonare le difese inconsce.
La verticalità genera una qualità di pressione che non invade, ma penetra con continuità e ascolto.
Jizoku-atsu 持続圧
La pressione continua
Accanto alla verticalità troviamo la Jizoku-atsu (持続圧), la pressione mantenuta.
Lo Shiatsu tradizionale non lavora attraverso stimoli rapidi o frammentati. La pressione viene mantenuta per un certo tempo, permettendo ai tessuti, al respiro e al sistema nervoso di adattarsi gradualmente.
Questo tempo di permanenza è fondamentale.
È proprio nella continuità del contatto che:
il Ki inizia a muoversi,
le tensioni profonde emergono,
il corpo smette di reagire e comincia ad ascoltare.
La pressione continua crea uno spazio di comunicazione silenziosa tra terapeuta e ricevente.
Sasae-atsu 支え圧),
La pressione di sostegno
Nel pensiero di Masunaga il concetto evolve ulteriormente con la Sasae-atsu (支え圧), la “pressione di sostegno”.
Qui il punto centrale non è più soltanto esercitare una pressione efficace, ma creare un supporto attraverso il contatto.
Il terapeuta non impone una correzione al corpo.Piuttosto, sostiene il sistema affinché quest’ultimo possa auto-organizzarsi.
Questo cambia completamente la qualità della pratica.
Il ricevente non subisce un intervento esterno: viene accompagnato verso una risposta interna spontanea.
Sasae 支え
Il sostegno come principio terapeutico
La parola Sasae (支え) significa “sostegno”.
Nel metodo Masunaga questo concetto diventa un vero principio filosofico e clinico.
Sostenere significa:
non invadere,
non forzare,
non correggere violentemente,
creare sicurezza percettiva.
Il terapeuta diventa un punto stabile attraverso cui il corpo del ricevente può lasciar emergere nuovi equilibri.
In questo senso lo Shiatsu si avvicina più all’arte dell’ascolto che alla manipolazione meccanica.
Shiten 支点
Il fulcro della trasformazione
All’interno di questo dialogo corporeo assume grande importanza lo Shiten (支点), il fulcro o punto d’appoggio.
Ogni tecnica efficace possiede un centro dinamico:
un punto di leva,
una base stabile,
un asse attorno a cui il corpo può riorganizzarsi.
Lo shiten non è soltanto anatomico; è anche energetico e percettivo.
Quando il fulcro è corretto:
la pressione diventa leggera ma profonda,
il movimento del Ki si amplifica,
il corpo entra in una nuova organizzazione posturale ed energetica.
Genshi-kankaku 原始感覚
La sensazione arcaica
Andando oltre la tecnica, lo Shiatsu entra nel territorio della sensibilità primaria attraverso il concetto di Genshi-kankaku (原始感覚), la “sensazione originaria” o “arcaica”.
Si tratta di un livello percettivo molto profondo, precedente al linguaggio razionale.
È la risposta istintiva del sistema nervoso:
il corpo che si rilassa senza decidere,
il respiro che cambia spontaneamente,
il tessuto che “risponde” al contatto,
la percezione immediata di sicurezza o apertura.
Questa comunicazione precede il pensiero cosciente e tocca le radici biologiche dell’essere umano.
Nel lavoro avanzato dello Shiatsu, il terapeuta impara ad ascoltare proprio questo livello.
Gengo-ka 言語化
Dare forma all’esperienza
Affinché l’esperienza vissuta sul futon possa integrarsi nella coscienza, interviene il processo di Gengo-ka (言語化), la verbalizzazione.
Molte trasformazioni corporee inizialmente avvengono senza parole:
tensioni che si sciolgono,
emozioni che emergono,
cambiamenti posturali,
sensazioni difficili da descrivere.
La verbalizzazione permette di dare una forma cosciente a ciò che è stato percepito.
Trasformare una sensazione muta in parole significa renderla integrabile, comprensibile e stabile all’interno dell’esperienza della persona.
Nota filologica
Il significato dei kanji
I kanji di Shiatsu (指圧) significano letteralmente:
指 (shi) → dito
圧 (atsu) → pressione
Lo Shiatsu è quindi, letteralmente, “pressione con le dita”.
L’aggiunta del carattere 支 (sasae), “sostenere”, modifica profondamente il significato simbolico della pratica.
Il carattere richiama visivamente l’atto di reggere qualcosa che si trova sopra, evocando l’idea di supporto, appoggio e accompagnamento.
È un’immagine perfetta della qualità non invasiva dello Shiatsu secondo Masunaga.
Oltre la tecnica
Nel suo livello più profondo, lo Shiatsu non consiste nel premere un punto.
Consiste nel creare una relazione.
Una relazione in cui:
il corpo viene ascoltato,
il sistema nervoso si sente sostenuto,
il Ki ritrova movimento,
e il ricevente può ritrovare una nuova percezione di sé.
È qui che la tecnica diventa presenza.
Ed è qui che il tocco diventa trasformazione.




Commenti